«Grazie Franca». Mara Sangiorgio, giornalista di Sky, ricorda il direttore del Giornale di Lecco Franca Gerosa.

La scomparsa di Franca Gerosa e il ricordo di Mara Sangiorgio

«Sono passati vent’anni. Ma è un ricordo vivido». Mara Sangiorgio, lecchese e giornalista di Sky, ha ancora bene in mente quando incontrò Franca Gerosa. E a pochi giorni dalla scomparsa del direttore del Giornale di Lecco ripercorre così il suo rapporto con lei, breve ma significativo. «Sono entrata nella sede del “Giornale di Lecco” per iniziare il mio stage, e il direttore Giancarlo Ferrario mi ha presentato lei: “Lei è Franca: sarà lei a dirti cosa fare. Siediti pure di fianco e osserva”. Franca era seduta alla sua scrivania, vicino alla finestra, davanti al computer. Mi ricordo una testa bionda, un paio di occhiali e mani veloci che battevano sulla tastiera tra mucchi di giornali e appunti, intorno a lei, sulla scrivania, per terra».

«Mi ha fatto capire che cos’è il mestiere da giornalista»

«La Franca che ho conosciuto aveva modi sbrigativi, da chi ha un mucchio da fare e non ama perdere tempo, e diretti», prosegue il ricordo di Mara. «Quell’estate tra la quarta e la quinta liceo il mio stage al Giornale di Lecco è durato un paio di mesi. Nata e cresciuta a Ello, con un papà imprenditore, avevo questo pallino in testa di voler fare la giornalista anche se forse non sapevo nemmeno io cosa bene volesse dire. Divoravo libri e mettere insieme bene le parole, se dovevo scrivere, mi veniva facile. Franca è stata la prima persona che ha cercato di farmi capire cosa volesse dire fare il giornalista, che non è solo mettere in fila parole. Mi spiegava, mi leggeva, mi correggeva, mi spediva fuori dalla redazione a fare le prime interviste o le prime vox populi. Le vox populi… Se ripenso a quei mesi estivi sono la cosa che più mi fa sorridere. Si comincia da lì: dall’andare in giro in mezzo alla gente comune a capire cosa ne pensa su qualcosa. “Fatti incuriosire e chiedi, non avere vergogna – mi diceva Franca – e prova a propormi qualcosa, qualche idea per qualche pezzetto. Poi io quando ho tempo te lo leggo, vediamo come sistemarlo”».

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«Spigolosa, ma una buona maestra»

20 anni dopo, Sangiorgio non si scorda di quegli insegnamenti, che «sono stati le basi di tutto quello che poi sono riuscita a costruire nel mio lavoro. Era una maestra spigolosa ma una buona maestra. Pragmatica. Spiccia. L’avevo rincontrata anni dopo, per caso in centro Lecco. Sempre di corsa ma curiosa di sapere come andava a Sky. Non sapevo fosse malata e quando i miei genitori hanno letto della sua scomparsa sulle pagine del Giornale di Lecco e me l’hanno detto mi è tornata in mente subito così: coi suoi occhiali calati sul naso e le mani veloci sulla tastiera là, nell’angolo di quella stanza, la prima volta che me l’hanno presentata. Ciao Franca, purtroppo non c’ero per salutarti. Ma ti ringrazio lo stesso, per avermi dedicato un po’ della tua energia tanti anni fa e avermi aperto una finestra su un mondo che ben conoscevi e che con me e con tanti altri giovani come me hai condiviso facendocene innamorare. Grazie».