Oggi pomeriggio il funerale a Yuriy, il ragazzo ucraino investito da un treno.

Il funerale di Yuriy

Centinaia di ragazzi per l’addio a Yuriy, il 15enne ucraino che viveva a Mandello morto domenica dopo essere stato investito da un treno due giorni prima. Un addio silenzioso e carico di commozione, quella che don Pietro Mitta, parroco del paese lariano, ha fatto fatica a trattenere più volte durante l’omelia, davanti ad una chiesa del Sacro Cuore piena di ragazzini. Tanti ex compagni di studi delle scuole medie o attuali amici dell’Enaip, istituto da dove il ragazzo rientrava venerdì scorso in treno, prima della tragedia.

Le parole di don Pietro Mitta

Molto sentita l’omelia di don Pietro Mitta: «Confesso di essermi trovato in grande difficoltà nel preparare questa omelia. Davanti a ogni morte, specie una così inaspettata, l’atteggiamento più giusto è il silenzio, rispettoso e orante», ha detto il parroco, catalizzando il sentimento di incredulità di tutti i presenti davanti alla scomparsa di un ragazzo tanto giovane. «Non è semplice per nessuno capire. È un silenzio che passa anche attraverso il dolore, attraverso la nostra impotenza di reagire, le nostre domande incalzanti. Ma è un silenzio che parla, carico di intensità interiore, perché proviene dal cuore. È un silenzio carico di parole, quelle della fede, di un Dio che nonostante l’apparenza vuole farci vivere in pienezza sempre. Certo, quando viviamo la morte di una persona cara la parola “vita” si sgretola al contatto col dolore, ma viene rafforzato l’affetto e l’amore per chi ci lascia».

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Padre Martin, sacerdote ortodosso ucraino

A celebrare insieme ai sacerdoti di Mandello c’era anche padre Martin, sacerdote ortodosso ucraino di rito bizantino: «Non è facile trovare una casa lontano dalla propria casa, non è facile trovare amici in un mondo diverso», ha detto il religioso. «Adesso siamo testimoni di una rottura dell’ordine naturale. Quando vediamo che una persona anziana, anche vicina a noi, muore, capiamo che deve morire, ma quando muore un giovane non capiamo perché. Perché Dio chiama le persone più buone? Perché sono quelli pronti per questo passaggio, ed è quello che possiamo dire per il nostro fratello Yuriy. Il dolore rimane, la sofferenza e le domande pure, ma le risposta deve essere: “Dio lo sa”».

Il tema letto dalla sorellina

Gli ultimi saluti sono stati quelli dei compagni di classe e di un’insegnante delle scuole medie: «L’ultima volta che ci siamo visti è stato il 22 giugno, giorno degli esami e del tuo compleanno. Quasi ti dispiaceva lasciarci, avevamo anche una torta, ma tu non hai voluto mangiare la tua fetta con noi e l’hai portata a casa. Dicevi che era poco rispettoso nei nostri confronti. Eri fatto così». Poi l’ultimo messaggio della sorella più piccola, Stella, che senza cedere un istante alla commozione ha letto l’ultimo tema scritto da Yuriy. Il cui feretro è stato poi portato al cimitero di Mandello, dove ora riposerà.