Parte dei fondi per l’acquisto di nuovi treni spostati al 2021

La Regione ha rinviato gli investimenti per i treni

“Oggi in commissione Bilancio è stato votato dalla maggioranza di centrodestra un emendamento inquietante: dei 35 milioni messi a disposizione per l’acquisto di nuovi treni nel triennio 2018-2020, ben 9,5 milioni sono stati spostati al bilancio 2021”. E’ sconcertato il consigliere PD Raffaele Straniero, a margine della seduta di commissione in cui questa mattina sono stati discussi i tre provvedimenti relativi alla programmazione economico-finanziaria. Discussa inoltre la Legge di stabilità e il bilancio di previsione che andranno in Aula tra due settimane.

Un voto che conferma i dubbi del Pd

“Questo voto conferma i dubbi che già avevamo manifestato all’indomani dell’annuncio del presidente Roberto Maroni: i nostri pendolari quando potranno vedere questi nuovi treni? Ogni spostamento, ogni rinvio non può che alimentare dubbi e perplessità circa la reale volontà da parte di questa Giunta e di questa maggioranza di risolvere il problema del trasporto ferroviario regionale che ogni giorno registra, ahimé, nuovi disagi”.

Le proteste di Gilardi

Dice l’ex assessore di Olginate Antonio Gilardi, pendolare sui treni: “Parole Parole” era l’incipit del mio ultimo intervento del mese scorso relativo alla promesse annunciate e non mantenute da parte di Regione Lombardia in merito alla inaccettabili condizioni di viaggio dei pendolari della linea Milano-Carnate- Lecco e Milano-Tirano. “Non cambi mai, non cambi mai, non cambi mai” è il proseguo non solo della canzone stessa, ma anche ahimè (anzi ahi noi) della situazione che sta pesantemente caratterizzando, come facilmente pronosticato, queste ultime settimane”.

Una politica scellerata

E aggiunge: “Ribadendo ancora una volta che il vulnus derivi in gran parte dalla scellerata scelta politica di affidare direttamente il servizio ferroviario a Trenord, anziché la messa a gara con un bando ad evidenza pubblica – come fatto ad esempio in Emilia Romagna (la base d’asta prevedeva, oltre alla gestione del servizio, la messa in rete a carico del vincitore dell’appalto di 100 nuovi treni) – mi sarei aspettato almeno una seria e responsabile presa di coscienza della situazione ed un importante piano industriale volto ad invertire fin da subito questo trend negativo che ormai da anni attanaglia le migliaia e migliaia di pendolari che ogni giorno si recano per lavoro, studio o puro diletto a Milano. Invece la Regione che fa? Si limita ad annunciare un futuribile piano di sostituzione del materiale rotabile che traguarda addirittura al 2032, come se la condizione attuale dei locomotori e delle carrozze in circolazione fosse tale da reggere ancora per i prossimi 15 anni (si avete letto bene: anni, non mesi).

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Un taglio del 30% sui treni

“Ma siccome l’ottimo è il peggiore nemico del buono ho cercato di trovare e vedere qualche aspetto positivo nell’impegno da parte Regione Lombardia di almeno 35 milioni di euro freschi sul triennio 2018/20. Peccato scoprire oggi che l’assessore al Bilancio, in barba a quanto detto ai rappresentanti degli enti locali e dei pendolari la scorsa settimana durante l’incontro dei Quadranti (aree in cui è suddivisa la regione Lombardia per quanto riguarda l’organizzazione del trasporto ferroviario ), abbia presentato e la I Commissione approvato a maggioranza un emendamento che riduce di 9,5 milioni di euro questo scarso “tesoretto” procrastinandolo sugli anni dal 2020 al 2032. Quindi  si parla di un taglio di quasi il 30% del già flebile impegno di spesa destinato al rinnovo del materiale rotabile”.

La mancanza di programmazione

“Questa è l’ennesima dimostrazione della mancanza non solo di programmazione, ma anche di gestione della contingenza che i pendolari lecchesi, meratesi e dell’alto lago si trovano a subire ed a combattere quotidianamente. Il tutto con la sola ed unica consolazione dei messaggi acustici che “Trenord si scusa per il ritardo” “Trenord si scusa per la cancellazione” che, ritornando alle prime parole di questo intervento, suonano ormai da mesi come un disco rotto!”