Quatto anni senza il Butch. Quattro anni dalla scomparsa di un uomo che ha letterlamente fatto la storia dell’alpinismo lecchese e non solo. Anzi. Tra pochi giorni ricorrerà infatti l’anniversario della scomparsa di Marco Anghileri.

Quatto anni senza il Butch

Il corpo del noto alpinista venne avvistato sul ghiacciaio alla base del pilone Centrale del Freney domenica 16 marzo 2014. Il Butch, 41 anni, era caduto dopo aver completato la via Jori Bardill, sulla cresta che porta alla vetta del Monte Bianco. Stava per compiere la prima solitaria invernale della via Jori Bardill sulla parete Sud del pilone Centrale del Freney al Monte Bianco (una via aperta tra il 10 e il 12 agosto del 1982 da Michel Piola, Pierre-Alain Steiner e Jori Bardill). La notizia della sua morte gelò Lecco. E ancora oggi, a quattro anni di distanza, la ferita sanguina ancora.

Le parole di Frigerio

La mancanza di Marco si fa ancora sentire. Sempre. Lo si capisce dalle parole che ha voluto tributargli proprio in vista del dolorosa anniversario Mario Frigerio, storico socio fondatore e segretario del gruppo Gamma. Ricordo che abbiamo deciso di pubblicare integralmente.

“Che Marco Anghileri, per le vicende recenti dell’alpinismo italiano, sia più di un semplice protagonista non c’è bisogno di sottolinearlo. L’essenza del suo alpinismo e gli exploit realizzati attraverso selezionate solitarie e ricercati concatenamenti, che lo hanno reso un personaggio contemporaneo unico e che hanno costruito una carriera sopra le righe, sono la crescente espressione di oltre vent’anni di attività per la montagna e l’alpinismo.

Un uomo mai banale

Ognuno di noi lo ricorda in forma intensiva e commossa per le sue doti umane, per quel suo naturale, spontaneo e gioviale, modo di essere sempre sorridente, simpatico, mai banale, per il suo travolgente entusiasmo, per il suo singolare stile bonario ed elegante, insieme, che da subito, lo faceva apprezzare ed amare da tutti. Ma lo scorrere del tempo non ha lenito il dolore straziante per una tragica scomparsa.

Un privilegio averlo conosciuto

Conosciamo il curriculum di Butch, ricco di imprese alpinistiche sulle Dolomiti e sulle Alpi e Prealpi, ed anzi alcune di queste i lecchesi e non solo loro le hanno rivissute dalle sue serate che presentava con quella carica dinamica e modestia da farle apparire piccole tappe intermedie che gli servivano per guardare al futuro. Era insomma un alpinista trainante con eccezionali doti fisiche e capacità atletiche che si sposavano in perfetta armonia con le sue tante qualità umane. E’ stato davvero un gran piacere e un privilegio aperto averlo avuto con noi, vicino, come amico.

Butch è sinonimo di passione per la montagna

Non dimenticheremo mai la sua grande bontà d’animo, alla quale ha sempre legato i suoi rapporti di uomo e di alpinista. Gli amici del gruppo Gamma, dove la generazione degli Anghileri da Aldo a Giorgio e Marco ha lasciato un grande impronta, lo ricordano così, quale egli era: per tutti noi Butch è sinonimo di passione per la montagna, un esempio per tutti quei valori umani che in Marco trasparivano e non si poteva non coglierli. Per quanto ci riguarda custodiremo il suo ricordo prezioso nella nostra mente e nel nostro cuore. Consapevoli inoltre che l’alpinismo è parte della cultura della nostra città, con l’allegato qui accluso, cerchiamo di esprimere i nostri riservati ma profondi sentimenti intimi e a modo nostro, ora, con il massimo affetto e rispetto, gli diciamo ancora una volta con sincera riconoscenza: grazie, Butch!  
Mario Frigerio