Pino Sacheli da 40 anni è il parrucchiere del centro di Merate. Dalle vetrine del suo negozio di vicolo Carbonini ha visto cambiare un paese, divenuto città. E oggi, che ha tagliato questo importante traguardo, si è raccontato in una lunga intervista al Giornale di Merate. Ve la proponiamo integralmente.

Pino Sacheli parrucchiere da 40 anni

«L’impegno costante, giorno per giorno, è l’ingrediente che ti permette di fare lo stesso lavoro per tutta la vita». Questa la ricetta del successo secondo Pino Sacheli, parrucchiere da 48 anni. Quaranta esatti, quest’anno, trascorsi nel noto salone di vicolo Carbonini a Merate. Nonostante sia molto gentile e affabile, Pino Sacheli si ama definirsi come un uomo discreto, riservato e lontano da protagonismi di ogni genere. E’ infatti raro ritrovarlo in posa in qualche scatto, sebbene la fotografia sia un hobby da lui molto amato.
«A sedici anni avevo due passioni. La cucina e la musica. Mi sarei iscritto volentieri al conservatorio o avrei aperto un ristorante – ha spiegato – E’ stato mio padre, invece, a spingermi ad accettare una proposta di lavoro, come aiutante, da un parrucchiere di Milano. Così, senza aspettarmelo, sono diventato quello che sono oggi. Certo, a casa cucino e so suonare la batteria. Ma sono innanzitutto un parrucchiere».

Ha visto crescere generazioni di meratesi

Pino Sacheli, 64 anni e residente a Cernusco Lombardone, ha visto crescere intere generazioni di meratesi. La sua notorietà varca e ha varcato anche il confine cittadino avvicinandosi a celebrità come Nancy Brilli, Ela Weber o Maria Mazza. Ha preso anche parte, in qualità di pettinatore professionale, al programma di Rai Uno «Sanremo Estate» in onda fino al 2004.
«Oggi mi capita di fare i capelli a signore di cui ho conosciuto mamme e nonne. Con alcune c’è un profondo legame di amicizia che dura da tanti anni. Anche se non vivono più in città, una volta alla settimana non mancano mai all’appello – ha spiegato con orgoglio – Addirittura ci sono signore della zona che, all’estero per motivi famigliari o lavorativi, quando rientrano vengono apposta a rifarsi il look nel mio salone. Questo mi rende davvero soddisfatto».

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Una città che è cambiata molto

La città di Merate è cambiata moltissimo negli anni. E Pino ha sempre vissuto da vicino ogni cambiamento. «Anni fa il centro di Merate brulicava di attività commerciali e di acquirenti. C’era una clientela molto ampia e che proveniva da ogni parte. Oggi – e non manca una nota di rammarico – la situazione non è più così. Negozi vuoti, offerta sempre più scadente, clientela ridotta e concorrenza di bassa qualità. Se nel lontano 1992 ho registrato l’anno di maggior impegno lavorativo, oggi la mia clientela è molto selezionata. Ma non mi lamento perché il clima in cui opero è sempre molto piacevole».

Le fedelissime Claudia e Katia

Diversi gli aiutanti che in quarant’anni hanno affiancato il «coiffeur» meratese. Claudia Beretta e Katia Villa sono però le collaboratrici storiche con cui ancora oggi condivide la giornata lavorativa.  «Io ormai sono in pensione. Continuo comunque la mia attività di parrucchiere ma con molta più tranquillità. Questo perché, se un giorno decidessi di non presentarmi in negozio, so benissimo che Claudia e Katia sono più che in grado di mandare avanti il tutto. Del resto – ha continuato – sono trent’anni che lavorano con me dietro questa vetrina. Conoscono ogni cosa e in loro ho sempre avuto piena fiducia». In salone si conservano ancora tante fotografie storiche scattate durante sfilate o eventi particolari. «Tanto tempo fa a Merate venivano organizzati appuntamenti di moda e mi chiamavano a partecipare – ha ricordato – c’era collaborazione tra boutique, calzolai e parrucchieri: questo permetteva di realizzare eventi sempre ben sentiti e condivisi».

La cucina e la musica

Se potesse tornare indietro, però, Pino Sacheli forse avrebbe fatto il cuoco. «Non ho rimpianti o rammarichi. Sono soddisfatto di fare il parrucchiere da 48 anni – ha detto col sorriso – sebbene, ad essere sincero, se avessi l’occasione di ritornare ai miei sedici anni probabilmente sceglierei il mondo culinario. Chissà, avrei potuto aprire un ristorante, magari con un palchetto per suonare la batteria. Comunque non importa. Cucino e suono volentieri anche a casa».