San Nicolò, il giorno delle mele.

Perché a San Nicolò si regalano le mele?

E’ una tradizione popolare cara ai bambini di Lecco quella delle mele di San Nicolò. Chiunque è nato e cresciuto in città lo sa: il 6 dicembre è consuetudine ricevere in regalo un bel pomo rosso, per omaggiare proprio il santo patrono cittadino. Ma perché una tradizione così particolare? E perché san Nicolò è patrono della città di Lecco?

Le mele: tradizioni ed episodi

La storia delle mele di San Nicola porta indietro al terzo secolo dopo Cristo, quando il futuro vescovo di Myra (in Grecia) nacque in Asia Minore. Uno degli episodi più celebri raccontati in merito alle sue doti di carità è quello delle tre figlie. Nicola rimase orfano in adolescenza ed ereditò una grande ricchezza dai genitori, e venne a sapere che un uomo, padre di tre figlie, era caduto in miseria, spingendo così le tre giovani verso la prostituzione. Fu Nicola, quindi, a salvarle, avvolgendo alcune monete d’oro in un panno e buttando il piccolo “fagotto” nella casa dell’uomo. L’episodio si ripeté per tre volte, un sacco di monete per ognuna delle tre figlie. Dentro, quanto bastava affinché quel padre potesse lasciare loro una dote per sposarsi, e salvarle così dalla vita di strada.

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I tre bambini e le mele

Da qui, quindi, arriverebbe la raffigurazione di Nicola con i sacchetti di monete, trasformati poi in mele rosse. Ma c’è un’altra vicenda che spiegherebbe la tradizione: tre bambini non avevano niente di che nutrirsi, Nicola gli donò una mela a testa. I frutti, nella notte si trasformarono, diventando d’oro.

Perché San Nicolò protegge Lecco

Ma perché San Nicolò è il protettore di Lecco? Probabilmente la ragione va cercata nel suo patronato dei marinai e dei naviganti, assai diffuso nell’Adriatico. Un’usanz rafforzato dal miracolo del grano nel porto di Myra: qui Nicola fece distribuire al popolo i sacchi di grano destinati all’imperatore, trasportati da alcune navi ormeggiate nel porto cittadino. Misteriosamente, però, quando le navi arrivarono a Costantinopoli, i sacchi erano ancora tutti al loro posto, senza che quindi i marinai dovessero passare pene per ciò. Un miracolo che lasciò il segno probabilmente anche a Lecco, all’epoca borgo di pescatori e commercianti.