Padre e figlio sul Cerro Torre. Una emozione fortissima, una sfida capace di unire due generazioni di lecchesi.

Padre e figlio sul Cerro Torre

Il 2018 rappresenta per l’alpinismo lecchese un anniversario speciale che non può passare sotto tono, per il valore eccezionale di un’impresa realizzata dopo innumerevoli tentativi da parte di chi individuava nella parete Ovest del Cerro Torre una delle difficili conquiste di ogni tempo. Anche Lecco si era già rivolta alla Ovest del Torre con due tentativi, prima con Carlo Mauri e Walter Bonatti nel 1958 e ancora più vicini alla vetta nel 1970 con la giovanissima squadra del CAI Belledo guidata sempre da Mauri. Ma la vittoria fu appannaggio dei Ragni che nel gennaio del 1974, raggiunsero la cima con Casimiro Ferrari, Mario Conti, Pino Negri e Daniele Chiappa. Della spedizione facevano anche parte Gigi Alippi, Pierlorenzo Acquistapace, Angelo Zoia, Sandro Liati, Giuseppe Lafranconi, Claudio Corti, Mimmo Lanzetta ed Ernesto Panzeri, papà di Manuele che nei giorni scorsi ha raggiunto la vetta del Cerro con Giovanni Giarletta e Tommaso Lamantia. La conquista della Ovest del Torre segnò una tappa fondamentale nella storia dell’alpinismo. Per questo ritornare con il ricordo della Ovest del Cerro Torre significa ritornare ai tempi più prestigiosi dell’alpinismo lecchese.

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Papà Ernesto

Ernesto Panzeri, 74 anni di Acquate faceva parte della storica spedizione che aprì la via del versante Ovest del Cerro Torre, in Patagonia. “E’ una gioia immensa sapere che mio figlio ha raggiunto la stessa vetta”

Il figlio Manuele

“Non riesco a rendermi ancora conto di quello che abbiamo fatto… È stato incredibile!” spiega Manuele.  “Un’emozione talmente forte che in cima ho condiviso questo momento piangendo e abbracciandomi coi rumeni Vlad e Zsolt ed i miei compagni di cordata”.

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