Quando si dice che la mamma degli idioti è sempre incinta purtroppo si offende la maternità, ma non si dice il falso. Sì perchè è vero che gli imbecilli sono sempre troppi e troppo spesso hanno  anche il “coraggio”, o per meglio dire l’assurda sfrontatezza, di dare voce e corpo alla loro stupidità. E’ successo a Lecco, a pochi passi dal cimitero di Acquate con un clamoroso oltraggio in via Nassiriya (collega via Ugo Foscolo con corso Promessi Sposi)

Oltraggio in via Nassiriya

Un gesto terribile quello compiuto da veri e propri delinquenti (difficile definirli in altre parole se vogliamo utilizzare un linguaggio politicamente corretto) che hanno oltraggiato il cartello della via che ricorda i cadutidi Nassiriya ovvero le vittime dell’orrendo attentato avvenuto nella cittadina iraquena il  12 novembre 2003. L’attacco provocò 28 morti, 19 italiani  (12 carabinieri, 5 militari dell’esercito e due civili) e 9 iracheni. Gli idioti, armati di bomboletta nera hanno cancellato il nome della via inneggiando invece alla data dell’attentato che ha colpito al cuore lo Stato Italiano. Evidente, nell’intento dei vandali, il tentativo di colpire e ferire le forze dell’ordine, offendendo la memoria dei militari morti.

Cancellare subito!

Se da una parte è urgente che i vandali vengano individuati e puniti, dall’altra parte è altrettanto necessario che il Comune metta subito mano alla situazione cancellando l’opera degli idioti. E la speranza è che venga fatto al più presto.

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Vergogna sui muri lecchesi

Non è purtroppo la prima volta che vandali senza un minimo di coscienza e rispetto entrano in azione a Lecco. E’ accaduto dopo i tremendi fatti di Macerata. In città infatti e precisamente in corso Matteotti era apparso  un vergognoso murales inneggiante a Luca Traini, l’ex candidato della Lega (non aveva raccolto alcun consenso) che ad inizio febbraio  aveva aperto il fuoco ferendo sei cittadini di origine extracomunitaria. Il murales fortunatamente era  stato cancellato, ma nello stesso punto, pochi giorni dopo, erano apparse nuove scritte. Parole e simboli di segno opposto ai primi, ma pur sempre inquietantemente inneggianti alla violenza.