Maurizio Pirovano ci racconta la sua tre giorni a Sanremo, proprio nella settimana della kermesse canora Sanremo 2018. Dopo i diversi riconoscimenti ricevuti nel 2017 infatti Pirovano è stato anche interpellato come giudice al Sanremo JukeBox. Tre giorni quindi di interviste, incontri ed esibizioni.

Sanremo 2018, una grande opportunità

Maurizio Pirovano a Sanremo 2018. Inizia ad essere quindi di casa nella cittadina ligure: vi ha aperto e chiuso il 2017. A Febbraio ha infatti vinto il Vinile d’Argento, mentre a dicembre ha chiuso l’anno con il Premio Emozioni Lucio Battisti. “Mai come quest’anno Radio e Tv sono state infatti propense a diffondere ciò che scrivo e canto. Non sono un big, tuttavia per gli addetti ai lavori non sono più un signor nessuno“.

Tanti impegni, nuovi progetti

In quei tre giorni Pirovano si è infatti diviso tra interviste, esibizioni ed incontri diversi. “Quello che si fa in un anno viene concentrato in pochissimo tempo. Tv e Radio sono tutte lì e tu ci devi essere se devi promuovere qualcosa. Difficile farvi comprendere la mole d’impegni che tuttavia si affollano in pochi giorni“.  Da poche settimane è uscito infatti il nuovo singolo Il Tempo Perduto dall’omonimo album presentato lo scorso maggio. Durante una sua esibizione Pirovano ha eseguito l’inedito Capita A Volte Che. “Andrà a formare un nuovo progetto di studio. Un progetto che avrà sonorità diverse spaziando dal rock più puro fino a ballad in cui racconto un altro pezzo della mia anima. Il tutto uscirà nel 2019 con termini e modi ancora da definire.”

Sanremo JukeBox, la giuria

Questa volta è stato invitato tuttavia anche in qualità di componente della giuria del contest a livello nazionale per nuove proposte. Probabilmente la scelta è ricaduta su di lui in ragione dei diversi premi ricevuti nel corso del 2017.  “Mi sono reso conto che esistono tante belle voci in giro, tuttavia si propongono ancora troppo pochi inediti, e quelli proposti si rifanno ad una struttura vecchia e con messaggi ormai logori“. Secondo Pirovano manca infatti quell’artigianalità della canzone oggi, quella capacità di comporre sul sentire profondo della propria anima. “La canzone è innanzitutto un atto di sincerità verso sé stessi e verso chi ti segue. La canzone non è un insieme di parole buttate lì sopra ad una melodia. Lo so che guardarsi dentro non è ne facile ne sempre piacevole, tuttavia se si vuole dare qualcosa di vero è necessario“.

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