Il presepe di Marcellino Corti è un appuntamento fisso. Un’istituzione. E lui è senza dubbio uno dei personaggi più amati e conosciuti di tutta Barzanò. Che anche quest’anno ha deliziato i suoi concittadini di una splendida realizzazione della Natività.

Marcellino Corti e il presepe

Marcello Corti, per tutti semplicemente Marcellino, classe 1940, da ben otto anni allestisce con cura e con passione la Natività per il suo adorato paese. Nato, cresciuto e residente a Barzanò, Marcellino contagia tutti con allegria e voglia di fare. Un uomo semplice, ma dalle mille passioni. Come i viaggi, la bicicletta, il calcio e ovviamente i presepi.  Un hobby certo non diffusissimo, ma che  coltiva e porta avanti da tantissimi anni e che per i barzanesi si è trasformata in una piacevolissima tradizione.  In molti, durante queste festività si fermano ad ammirare  l’imponente presepe collocato nel vecchio lavatoio di via Ferrari, che anno dopo anno si rinnova con statuine e dettagli. Come quelli di quest’anno: sei piccole chiesette che rappresentano alla perfezione la comunità pastorale dei paesi di Barzanò, Sirtori e Cremella.

Un’impresa eccezionale

«Ho impiegato più di tre settimane per realizzare questo presepio  – afferma con giustificato orgoglio Marcellino – Si tratta di un lavoro meticoloso, che richiede molta pazienza e dedizione. Lo trovo però molto rilassante». Un’impresa eccezionale. Che Marcellino, 77 primavere sulle spalle, non ha tuttavia dovuto affrontare da solo. Lo hanno aiutato  gli amici Antonio Redaelli e Luigi Panzeri, che Marcello ha voluto ringraziare pubblicamente.  «Quella per il presepe è una passione che mi hanno trasmesso mia mamma e mio fratello maggiore Umberto. Ogni anno, quando arrivava il periodo natalizio, io e la mia famiglia ci preoccupavamo sempre di realizzarne uno perfetto. Poi, crescendo, ho coltivato questo hobby e ho iniziato a realizzare presepi per gli amici».
Un passatempo che il barzanese pratica quindi fin da quando era piccolo. Un po’ come quello della bicicletta e il calcio.  «Amo tantissimo andare in bici – ci racconta – talmente tanto che ho scelto come professione quella del piastrellista, così da poter avere orari flessibili e permettermi di seguire i vari giri ciclistici».

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Spirito libero fino al midollo

Un uomo semplice e soddisfatto della sua vita perché che ha messo al primo posto la libertà e le sue passioni. Ma che nell’anno appena trascorso ha pure rischiato di farsi davvero male, venendo prima investito da un’auto lungo la Provinciale a Barzanò e poi cadendo rovinosamente dalla bicicletta alla rotonda di Bevera. A 77 anni, chiunque si sarebbe fermato per un po’ di riposo. Non Marcellino, anima libera, uomo semplice e dal cuore buono. «Ho avuto una vita molto altalenante, ma ciò che non doveva mancare mai erano la famiglia e gli amici, con cui ho potuto condividere tutti i miei sogni e i miei interessi».