Commozione alla serata in memoria di Charlie morto il 16 febbraio.

Accorsi in tanti per Giarletta a Calolzio

Serata toccante e affollata quella di ieri sera, giovedì, organizzata dal Cai di Calolzio nell’oratorio di via Ss Cosma e Damiano.  Erano tutti lì a ricordare Giovanni Giarletta, l’amico, il soccorritore e  lo scalatore che con Manuele Panzeri e Tommaso Lamantia ha affrontato e raggiunto la vetta del Cerro Torre in Patagonia.

Presenti anche i genitori di Charlie, Antonio e Carmela Giarletta e la sua fidanzata Francesca Cavalleri.  A fare gli onori di casa è stato Luigi Valsecchi del Cai (di cui faceva parte Charlie) che ha invitato sul palco il sindaco Cesare Valsecchi e l’assessore Massimo Tavola.

Sul palco i suoi amici

Sul palco si sono poi alternati i suoi amici primo fra tutti Giuseppe Rocchi, responsabile del Soccorso Alpino di Lecco che aveva voluto Charlie al suo fianco come vice. E poi gli alpinisti che hanno affrontato l’impresa del Cerro Torre insieme a lui: Manuele Panzeri, il capocordata e Tommaso Lamantia. Come Giarletta anche loro fanno parte del Soccorso Alpino. Sul palco è salito anche Ernesto Panzeri, papà di Manuele, e Mario Conti che avevano fatto parte dell’epica spedizione dei Ragni di Lecco nel 1974.

Il racconto della scalata

In un video molto commovente è stata raccontata la scalata al Cerro Torre. Il team era partito il 29  dicembre alla volta della Patagonia. A gennaio il terzetto di alpinisti aveva tentato l’assalto alla montagna arrivando – dopo aver percorso 50 chilometri con un doppio zaino in spalla –  sulla linea rossa. Ma dopo due giorni di sofferenza in truna, ovvero una buca scavata nella neve, Panzeri, Giarletta e Lamantia avevano dovuto desistere e tornare al rifugio. Ha raccontato Panzeri: “Abbiamo nascosto parte del materiale e fatto ritorno”.

Il racconto di Lamandia

Aggiunge  Lamantia: “Quello che è particolarmente fastidioso in Patagonia è il vento.  Viaggia veloce e costante e sembra non abbandonarti mai. Per la prima volta in vita mia ho visto l’acqua che scendeva dal salto di una cascata essere respinta indietro dal vento”.

Si è aperta una finestra di bel tempo

A un certo punto si è aperta una finestra di bel tempo. “Per circa due giorni avevamo bello perciò ci siamo detti: o adesso o mai più – ha aggiunto Panzeri – e quindi abbiamo dato l’assalto alla montagna”.   La mattina del 24 gennaio è cominciata la salita, anche se il vento ha rallentato tutti quanti. “I tiri di misto erano completamente intasati di ghiaccio. Verso le 21, quando la vetta era ormai vicina il team abbiamo scavato un’altra truna”.

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L’arrivo di altri alpinisti

Sul posto sono arrivate altre squadre di alpinisti. Inizialmente hanno provato a raggiungere la cima gli americani, poi hanno tentato la scalata i romeni. Alla fine sul Cerro sono saliti tutti quanti. “La pala che avevamo è servita sia per ripararci dal freddo che per pulire il ghiaccio del fungo terminale. Gli altri non ne erano dotati quindi l’abbiamo condivisa. E’ stata una bella collaborazione tra cordate: è prevalso l’obiettivo comune della cima piuttosto che l’individualità”.

Raggiunta la cima si è alzato di nuovo il vento

Raggiunta la cima si è alzato nuovamente il vento. “Abbiamo collaborato anche per la discesa iniziata verso le 15 e conclusasi alla prima truna, la sera tardi – ha aggiunto Panzeri – Tra l’altro Charlie era  piuttosto dolorante perché a 300 mt dalla cima un pezzo di ghiaccio gli era caduto sulla gamba. Perciò Giarletta ha concluso la scalata con una gamba sola”. Un’emozione grande. “Abbiamo toccato con mano l’impresa dei ragni del 1974 – ha aggiunto Lamantia – Il Cerro Torre è una montagna unica nel suo genere per l’ambiente e le sue conformazioni di petali di neve e ghiaccio che di anno in anno assumono forme diverse”.

 

Un minuto di silenzio

Al termine della sera i presenti hanno voluto ricordare  Charlie con un minuto di silenzio. E’ stata una serata davvero sentita e partecipata quella di ieri alla quale, promettono Panzeri e Lamantia, ne faranno seguito altre. “Perché Charlie ci teneva, avevamo pensato di organizzare diversi eventi insieme e questo è il modo migliore per ricordarlo”.