Girare in bici nel Meratese può costare la vita. Lo ha constatato il cronista del Giornale di Merate, che nei giorni scorsi ha percorso le principali strade del territorio in sella alla sua bici da corsa. E con una telecamera montata sul manubrio ha immortalato tutti i punti più pericolosi. Quello che è emerso è uno scenario inquietante.

In bici nel Meratese si rischia grosso

Ogni weekend gli utenti della strada si dividono in due categorie. Ovvero chi va in auto e detesta i ciclisti, chi invece monta in sella e oltre a beccarsi gli insulti deve stare attento a non finire in una buca. Oppure investito (incidenti e tragedie non si contano più). Il cronista del Giornale di Merate ha percorso in prima persona le principali strade del territorio in sella a una bici da corsa e documentato i punti più pericolosi del Meratese con una telecamera installata sul manubrio. Ne è uscito un quadro poco confortante: tra traffico, alta velocità, asfalto insidioso e piste ciclabili invase dagli incivili c’è da aver paura.

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Le strade più disastrate

Tra le tante strade su cui il cronista ha pedalato, quella che rappresenta le maggiori situazioni di pericolo dovute tanto al degrado del manto, quanto al traffico intenso, è la Provinciale 56 che da Verderio arriva fino a Imbersago passando dalla Sernovella e dall’incrocio di San Giuseppe a Robbiate. Ma anche tra Cernusco Lombardone e Montevecchia non si scherza.

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