Una serata per conoscere le storie dei migranti ospiti del Centro di accoglienza di Airuno. E per riflettere sul tema dell’immigrazione, ma soprattutto dell’integrazione, con chi viene da lontano e ha vissuto storie di straordinaria drammaticità. E che le racconta col sorriso sulle labbra. Nella serata di ieri, giovedì, la Biblioteca di Valgreghentino ha ospitato un incontro del ciclo “Verso l’altro(ve)” durante il quale i presenti hanno potuto confrontarsi sia con i migranti che con chi gestisce il Cas di Airuno, ma anche con Giovanna Scaccabarozzi, medico di Villa San Carlo che da anni è impegnata in missioni umanitarie, di ritorno dalla Sierra Leone.

Storie di migranti in biblioteca

Introdotte dall’assessore Matteo Colombo, relatrici dell’incontro organizzato dal Comune di Valgreghentino sono state Fabiola Lopez, Maria Vittoria Sala e Laura Longo, rispettivamente direttrice, mediatrice culturale e assistente sociale del Cas di Airuno. Ai presenti in biblioteca hanno spiegato la struttura del centro, gli orari che scandiscono la giornata e le numerose attività che vengono organizzate per gli ospiti. Sottolineando inoltre l’iter burocratico che i richiedenti asilo devono percorrere per ottenere lo status di rifugiato oppure il permesso di soggiorno per protezione sussidiaria o per protezione umanitaria e sfatando alcuni luoghi comuni sul pocket money e su altri temi.

Il dramma dei giovani migranti

A raccontare in prima persona le loro storie sono stati poi tre ragazzi ospiti del Cas di Airuno, che hanno raggiunto l’Italia via mare e dopo lunghissimi viaggi pieni di insidie dai loro Paesi d’origine. Tutti e tre passati per la prigionia e per i ricatti delle autorità libiche, prima di salire su imbarcazioni di fortuna verso il sogno dell’Europa. Yannick, dal Camerun, oggi ha superato l’esame di terza media e ha ottenuto il certificato di soccorritore con i Volontari del soccorso di Calolziocorte; Rostand, anche lui dal Camerun, ha alle spalle una storia drammatica e oggi esprime riconoscenza allo staff del Cas di Airuno (“per noi sono come delle mamme…” ha affermato); Aboubakar, il più giovane, dal Gambia, sogna di diventare mediatore culturale.

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Favole dal mondo

Il ciclo “Verso l’altro(ve)” continua poi nel fine settimana. Saranno sempre i migranti del Cas di Airuno i protagonisti dell’evento di sabato 12 maggio: alle 15.30 i bambini dai 6 ai 10 anni potranno infatti ascoltare la letture di favole provenienti da tutto il mondo, interpretate dagli stessi richiedenti asilo. Alle 15.30 ci sarà la lettura, alle 16.30 invece una ricca merenda con tè e dolci provenienti da luoghi esotici offerti dall’associazione Bondeko.