Una fine violenta per Ghassan Abdessalem, tunisino cresciuto in un condominio di via Alcide de Gasperi a Lomagna ma dal 2014 in Siria. Il 26enne è stato infatti giustiziato perché voleva abbandonare le fila dell’Isis, nelle quali per qualche tempo era stato affiliato.

Giustiziato con un colpo alla testa

Abdessalem si era però pentito e della vita da foreign fighter non ne voleva più sapere. “Se mi sentono parlare mi uccidono. Questi qui non scherzano” diceva nell’ultimo audio inviato al padre alla fine di luglio, spaventato per il proprio destino. Ed è andata a finire proprio come il giovane tunisino temeva, freddato con un colpo alla testa. “Ero in ospedale quando ho ricevuto la notizia. Ho perso un pezzo del mio cuore. Ha sbagliato, ma resterà sempre mio figlio” ha commentato infatti addolorato il padre Alì. Il fratello di Ghassan, Ghait, si trova invece in carcere a Lecco, dopo essere stato arrestato lo scorso luglio. Il secondogenito della famiglia Abdessalem, infatti, era rientrato illegalmente in Italia dopo essere stato espulso.