Un pulman di 54 persone a Vigevano per Teresio Olivelli

La cerimonia si è tenuta ieri

Sono partiti in 54 alla volta di Vigevano per assistere alla cerimonia di beatificazione di di Teresio Olivelli, alpino morto a soli 29 anni nel campo di sterminio di Hersbruck. Le celebrazioni si sono svolte sabato alle 10.30 nel palazzetto dello Sport che poteva contenere 4000 posti, quasi tutti occupati.

Un rapporto speciale con la Valsassina

Teresio Olivelli, nato a Bellagio il 7 gennaio 1916, di madre valsassinese, ufficiale degli alpini, in Russia durante la ritirata si prodigò  nel soccorrere i suoi compagni fra cui numerosi di Cassina. Dopo l’8 settembre 1943 partecipò alla Resistenza  contribuendo alla fondazione del giornale clandestino “Il Ribelle” che veniva stampato a Lecco in via Besonda. Arrestato dai fascisti, venne  deportato e alla fine ucciso nel lager di Hersbruck il 17/1/1945. Con la Valsassina Olivelli ebbe sempre un rapporto speciale e restò legato a doppio filo alla sua gente.

Sul bus di ieri

Sul bus – fra i 54 partecipanti alla “spedizione” – c’erano i gruppi Alpini valsassinesi rappresentati dal capogruppo della sezione di Cassina-Moggio Luigi Aldeghi, l’ANPI sezione Valsassina presieduta da Augusto Amanti, il partigiano Giancarlo Salvi (classe 1925), l’ANPI provinciale di Lecco rappresentata da Pierfranco Mastalli e Antonello Galli, il Presidente dell’associazione Nastro Azzurro Mario Nasatti, don Lucio Galbiati parroco della comunità pastorale Regina dei Monti, i sindaci Guido Agostoni di Pasturo e Roberto Combi di Cassina Valsassina, il presidente della Provincia Flavio Polano e l’onorevole Veronica Tentori. Durante la celebrazione la figura di Olivelli è stata ricordata come esempio di incarnazione dei valori dell’umanesimo cristiano. Perseguitato dai nazisti e dai fascisti, si ribellò all’odio e si prodigò nel soccorrere i suoi commilitoni, tra cui numerosi proprio di Cassina Valsassina, sempre guidato dall’amore per il prossimo, fino al sacrificio della propria vita.