Domenica 6 maggio si svolgerà, presso il Monastero del Lavello a partire dalle 15 alle 19, l’iniziativa “La città che vorresti” organizzati dal gruppo civico Cambia Calolzio.

La città che vorresti

L’iniziativa è stata organizzati da alcuni giovani del gruppo civico Cambia Calolzio: Laura Mazzoleni, Martina Chiaramonte, Daniele Vanoli con l’aiuto di Giacomo Tentori. “La città che vorresti” è un lavoro collettivo che prende forme grazie alla collaborazione di tutti ed è aperto a tutti i “bambini” dai 3 ai 99 anni. L’idea del gruppo civico è quella di collaborare insieme alla costruzione di una città utilizzando materiali di scarto per creare e ricreare spazi urbani, dialogare, condividere idee e progetti.

Discussione sulla città del futuro

«La città sostenibile che ci immaginiamo di creare il 6 maggio, non sarà la città sostenibile dei bambini e delle bambine che avrà luogo solo in quell’iniziativa, ma una discussione che si vuole mettere a programma per le prossime elezioni comunali del 10 giugno – fanno sapere gli organizzatori del gruppo Cambia Calolzio -. In questa discussione, a nostro parere, si scontrano due grandi modi di pensare la progettazione urbanistica: quello relativo al valore di scambio e quello al valore d’uso. Il valore di scambio è da intendersi come la rendita fondiaria, mentre quello d’uso rappresenta gli spazi creati per le persone. Quest’ultimo è il principio filosofico che, secondo noi, deve orientare in modo deciso la politica di sviluppo urbano di Calolziocorte, a partire dalla discussione del PGT l’anno prossimo»

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Partire dai bambini

«Riferendoci a questa pianificazione diversa degli spazi della città, abbiamo pensato, perché non partire dall’esperienza dei bambini? Crediamo sia importante dare voce ai più piccoli rispetto a ciò che vorrebbero dalla propria città, prendendo in considerazione le loro idee, come punto di partenza e pensare concretamente a una Calolziocorte a misura di bambino e bambina. Non vogliamo e non possiamo peccare di presunzione nel dire che cambieremo il paese in un battito di ciglia, ma possiamo migliorarlo e per farlo abbiamo bisogno della spontaneità e della naturalezza dei bambini. I bambini sono importanti perché non hanno ancora subito “manipolazioni” mentali ed è proprio per questo che possiamo, durante attività come quella che proporremo, capire cosa e dove stiamo sbagliando per apportare il giusto cambiamento»