“La Sezione Grigne del Club Alpino Italiano ha pubblicato sul proprio sito www.caigrigne.it il bando di gara per la gestione del rifugio Elisa, di sua proprietà”. Questo l’avviso che è stato pubblicato su “Lo scarpone” ovvero il notiziario del Cai. Il rifugio si trova ai piedi del Sasso Cavallo e del Sasso dei Carbonari sul  versante Occidentale della Grigna Settentrionale. “Gli interessati devono presentare un progetto condiviso che porti benefici alla struttura, al territorio, al gestore e alla Sezione proprietaria entro il 31 gennaio 2018″.

 

Rigugio Elisa

“Il piccolo rifugio Elisa deve il suo nome a quello della figlia di Evangelista Ferrario. Era socio del CAI Mandello che donò alla Sezione il terreno su cui erigere la costruzione” si legge ancora sul notiziario. “In quegli anni la frequentazione delle Grigne era assai di moda e molti si resero conto della necessità di avere una buona base d’appoggio nelle remote vallate del versante occidentale del massiccio”.

La storia

“Molti parteciparono all’iniziativa con donazioni o anche con il semplice appoggio morale. Lo stesso Gino Carugati, uno dei pionieri dell’alpinismo mandellese e primo salitore del Sasso Cavallo, firmò una cambiale di ben 12.000 lire. I lavori di edificazione, iniziati nel 1926, furono ultimati a tempo di record e l’anno successivo il rifugio fu inaugurato alla presenza delle massime autorità del Club Alpino Italiano”.

La lotta partigiana

“La strategica posizione dell’edificio fece si che durante la guerra partigiana diventasse una comoda base d’appoggio anche per i resistenti che trovavano nelle profonde vallate delle Grigne un sicuro territorio da dove sferrare le loro incursioni. Uno dei principali distaccamenti partigiani era proprio stanziato al rifugio Elisa facendo parte dapprima della Brigata Cacciatori delle Grigne e poi della 89a Brigata Garibaldi, sempre al comando del colonnello Galdino Pini. Nell’estate del 1944 i fratelli Giuseppe e Giovanni Poletti, membri della formazione partigiana, furono intercettati dai nazifascisti lungo il sentiero della Val Meria”.

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Il sacrificio

“Il primo fu ucciso durante un tentativo di fuga mentre il secondo, catturato, fu torturato e poi fucilato per essersi rifiutato di rivelare la posizione dei suoi compagni. In seguito a quest’eroico comportamento la formazione partigiana delle Grigne divenne 89a Brigata Garibaldi Fratelli Poletti. Purtroppo l’efficace azione dei partigiani spinse i nemici ad azioni volte a privarli di ogni possibile riparo. Così durante un grande rastrellamento delle Grigne, nel novembre del 1944, il rifugio Elisa fu dato alle fiamme e distrutto”.

La ricostruzione

“Ma già nel 1947 l’Elisa fu ricostruito per riprendere la sua pacifica attività di punto tappa per scalatori ed escursionisti. A partire dal 1995 il rifugio è diventato anche il traguardo del “Trofeo delle Grigne – Evangelista Ferrario”, gara di corsa in montagna fra le longeve delle nostre montagne2.

Si cercano gestori

“Il CAI Grigne chiede ai soggetti interessati la definizione di un progetto condiviso che porti benefici alla struttura, al territorio, al gestore e alla Sezione proprietaria.
La domanda potrà essere presentata in carta libera con una delle modalità descritte all’interno del bando stesso entro e non oltre il 31 gennaio 2018£.

Il saluto del gersore uscente

Il Cai, ringraziandoil  gestore uscente Sig. Mauro Balatti ga deciso di condividerne il commiato. “Sono stati tre anni intensi e dispendiosi che però mi hanno dato molte soddisfazioni personali. Mi piacerebbe pensare che ho riconsegnato il Rifugio Elisa al suo splendore e, di conseguenza alla sezione Cai Grigne, una struttura funzionante. Lascio sicuramente una pesante eredità, difficilmente replicabile, causa la mia forte passione legata al rifugio”.