Il suo nome era, per tutti, sinonimo di cucina d’eccellenza. Di più di cucina come arte. La scomparsa del Maestro Gualtiero Marchesi, morto ieri a 87 anni, lascia un vuoto che sarà impossibile da colmare. Titolare del ristorante ‘Il Marchesino’, aveva ricevuto numerosi riconoscimenti e onorificenze. Il decano degli chef aveva lasciato nell’ottobre scorso il rettorato di Alma, la Scuola Internazionale di Cucina Italiana dove si insegna il mestiere del cuoco e del pasticcere.  Anche Lecco piange  questa dolorosa perdita.

Gualtiero Marchesi a Lecco

Indimenticabile per i lecchesi la partecipazione del decano degli chef  al ciclo «Incontri d’autore» . Si trattava della kermesse promossa nel 2008 dall’associazione costruttori edili di Lecco. Fu in particolare un momento di approfondimento della mostra antologica «Giancarlo Vitali: ritratti di pollame, carne, rose e girasoli». (Un momento della serata nella foto in alto che ritrae  Mario Sangiorgio, la moglie di Giancarlo Vitali, Gualtiero Marchesi, Giacomo Mojoli e Caludia Crippa). Proprio  durante la serata Giacomo Mojoli, tra i fondatori di Slow food, improvvisò  inoltre una sorta di intervista al Maestro.

Le parole del Maestro “intervistato” da Mojoli

Marchesi si in quell’occasione si riallacciò  alla mostra di Vitali per ribadire il suo rapporto privilegiato con colore e materia. “La nostra non è più la semplice cucina del mangiare” aveva detto. “Per diventare dei cuochi bravi bisognerebbe fare dei percorsi di studio lunghi.  Di conseguenza un po’ come il conservatorio per il musicista». Controcorrente rispetto alla filosofia dominante in televisione, il grande cuoco aveva  poi continuato: “La cucina non è creatività, bensì soprattutto conoscere le regole e in un secondo momento  imparare a cucinare. Bisogna essere semplici, puliti, limpidi e puntare sui contrasti”.

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Cordoglio al Pirellone

“Ci lascia un grande innovatore. Una icona dell’alta cucina nel mondo e  soprattutto Maestro per eccellenza. Meglio di chiunque altro ha reso unico e affascinante il legame tra la cultura e l’arte con la cucina”. Cosi’ l’assessore regionale allo Sviluppo economico Mauro Parolni. “Solo pochi mesi fa aveva compiuto per conto di Regione Lombardia un viaggio appassionante nelle province lombarde. Un itinerario per raccontare la nostra grande offerta enogastronomica. Ne era nata quindi  una delle iniziative piu’ importanti di comunicazione turistica in questo ambito”.

Ha portato il saper fare lombardo nel mondo

“Sempre disponibile e presente ai nostri eventi piu’ significativi di promozione del territorio, con la sua autorevolezza – ha concluso Parolini – ha portato il saper fare
lombardo nel mondo. Ha contribuito perciò in maniera esemplare a rendere la cucina un elemento di attrattivita’ unico per la nostra regione e il Paese. In un’epoca in cui scarseggiano i veri maestri, i molti che hanno appreso da lui l’arte della cucina sono parte importante ed attuale della sua eredita’”.