Affido condiviso del figlio. Dopo una lotta senza confini. Dall’Italia all’Algeria. Fortunatamente con un incredibile lieto fine. E’ la storia di Angelo Maggioni, 39 anni, residente a Viganò. Che lo scorso settembre ha potuto riabbracciare il suo bambino. Fondamentale è stato il lavoro di mediazione dell’avvocato Luca Zita di Monza, che ha saputo convincere la madre del piccolo, algerina, a una soluzione pacifica della vicenda. Il tutto esclusivamente per il bene del figlio.

Affido condiviso dopo una lunga battaglia

Da oltre due mesi vive il bimbo con il papà a Viganò. In seguito all’emozionante incontro si è poi tenuta l’udienza in tribunale a Lecco, durante la quale il giudice ha fissato le condizioni dell’affido, che prevede la residenza del bimbo esclusivamente a Viganò ma anche il pieno diritto della mamma algerina di poterlo vedere “con la più ampia e massima libertà”. E l’abbandono, sia da una parte che dall’altra, delle azioni legali intraprese nei tre anni di braccio di ferro. Una sentenza insomma storica, che Angelo Maggioni, di concerto con il legale, ha voluto diffondere. Con l’intento di essere d’aiuto ai tanti genitori che stanno vivendo il suo stesso calvario. E di far arrivare il messaggio a quelle istituzioni che sono rimaste a guardare. Perché possano quindi impostare davvero un percorso che porti le diplomazie italiane e algerine ad aprire un tavolo di confronto su questi temi così attuali.

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Ecco la sentenza integrale

L’articolo del Giornale di Merate del 19 settembre